Su di me

Ho avuto un’infanzia mediamente infelice, un’adolescenza decisamente migliore e il mio umore è tutt’ora in crescita, soprattutto grazie a chi mi sta accanto. Studio per diventare ingegnere, quindi abbiate pietà di me, perché il mio cervello sta andando incontro a un irreversibile processo di deterioramento (i neuroni sono da tempo in cassa integrazione): i danni maggiori sono riscontrabili nelle aree “delle azioni sensate” e “dell’umorismo” (chi conosce le battute da ingegnere sa di cosa parlo). Nel tempo libero faccio il musicista, senza troppe velleità ma con tutto l’entusiasmo che posso: a meno che la vita non mi porti irreversibilmente a dover scegliere, non abbandonerò mai l’arte che mi ha reso ciò che sono. Oltre a queste attività, sfoggio un prestigioso titolo di studio ottenuto conseguendo il Master in “Scienze del divertimento spicciolo”.

Non sono sicuro che Dio esista, ma davanti a un “cuore caldo Lindt” la mia fiducia aumenta.

Mi piace fare un sacco di progetti e ho tantissimi buoni propositi anche se so che realizzerò un 40% dei primi e terrò fede a un 25% dei secondi. Mi piacciono le atmosfere raccolte, le cose semplici, ridere fino a star male, le mezze stagioni, la rassicurante routine, la nostalgia, la serendipità (che cos’è la serendipità?), l’odore dei mandarini appena sbucciati. Adoro tutto ciò che è narrazione e spettacolo e, in un’altra vita, forse avrei fatto l’attore (oppure l’assaggiatore della Lindt, non lo so). Vado matto per la cancelleria e soprattutto per le matite; amo scrivere perché mi aiuta a conservare e a memorizzare.

Sono vittima di fobie quali il terrore di non aver chiuso la macchina, il terrore di ammalarmi proprio in prossimità degli appuntamenti per me più belli e importanti, il terrore di perdere i ricordi più belli (da qui la mia passione per le foto), il terrore che mi si rompa lo strumento (musicale, eh?!), il terrore che la miopia prenda il sopravvento su di me. Dimentico spesso le cose importanti, ma i particolari frivoli sono stampati a fuoco nel mio cervello ed il loro numero è direttamente proporzionale alla loro inutilità. Sono completamente negato per gli sport di squadra (le mie figuracce sono storiche) mentre adoro quelli da spiaggia e il nuoto. Provo un’immensa vergogna a ballare.

Partecipo quotidianamente alla mia lotta giornaliera con il cibo; lui vuole a tutti i costi essere mangiato e io cerco di dissuaderlo, perché la vita è lunga e vale la pena di essere vissuta: alla fine, irrimediabilmente, ne esco sconfitto e non posso fare a meno di sentirmi in colpa per almeno dieci secondi. Fin’ora le uniche pietanze uscite indenni da questa Caporetto culinaria sono il melone e i cachi (ORRORE!).

Progetti per il futuro: portare la pace nel mondo, risollevare le sorti dell’umana stirpe, imparare a mangiare la pasta al ragù senza sporcarmi la camicia.

Lascia un commento