Dopo qualche settimana di assenza causa impegni, un breve riepilogo di quel che è successo e di ciò che non ho avuto modo di scrivere.
AFFARI PRIVATI e MUSICALI
Sono stati giorni piuttosto intensi, visto che iniziano a spuntare i primi concerti della stagione: i primi giorni di maggio abbiamo suonato in occasione dello Sposalizio del Mare, che ha visto protagonisti i simpatici irlandesi facenti parte della delegazione che il comune ha deciso di ospitare quest’anno. Assieme al gruppetto degli irlandesi c’era questa coppia, una ballerina e un violinista, troppo forte: durante il concerto hanno dato dimostrazione della loro bravura (sono campioni nazionali della loro disciplina), lui suonando gighe velocissime e lei ballandovi sopra con un paio di scarpe pesantissime che facevano tremare il palco ad ogni balzello. Era leggera come l’aria, anche se poi erano evidenti i segni che aveva lasciato sul palco legnoso. Nota di colore: la sala dove abbiamo suonato era stata trasformata in una specie di pub volutamente ispirato allo stile irlandese (Guinness dappertutto). Nella sala affianco, invece, era esposta la coppa del mondo.
Qualche giorno fa mi chiama una signora: voleva ingaggiarci per un concerto e, grazie a conoscenze comuni, aveva avuto il mio numero di telefono. Dopo una telefonata passata a spiegarle che no, non potevo fare 60 Km in macchina aggratis per andare a vedere la sala grande 100 mq. visto che in una tale estensione ci stiamo benissimo una decina di volte, e che da lì a qualche minuto avrei avuto lezione
(“Mi dispiace essere scortese e di fretta, ma se sono lì per le due, alle due e un quarto massimo devo partire, proprio oggi ho lezione”.
“Non c’è problema, può venire anche alle due e venti!”.
“La mia lezione è alle due e mezza, semmai cercherò di essere lì prima!”.
“Due e venticinque?”),
io e il mio fido collega ci presentiamo sotto il suo condominio e, non trovando il relativo tasto per citofonare, la chiamiamo al cellulare.
“Siamo arrivati, il numeri civico è giusto, ma non troviamo il nome sul citofono”.
“Ah cerchi, meglio, dev’essere in alto a destra”.
“Uhm… dunque, vediamo…”.
“Guardi bene, forse c’è solo uno dei due cognomi”. (Nel frattempo, per qualche misteriosissimo motivo, non poteva proprio aprirci).
“Ah ecco, trovato!”. (Schiaccio e al telefono si sente il rumore del campanello che suona all’interno dell’appartamento).
“Bene, ora le apro!”.
Geniale.
Nel frattempo gli esami universitari proseguono a vele medio-gonfie; fortunatamente con quelli del mio corso studio benissimo e quindi il tempo passa tre volte meglio che a fare tutto da soli. Un’altra gaia notizia è quella che probabilmente non dovrò sostenere un esame che ero convinto di dover fare: fossero tutti così! Mi laureerei in un attimo.
Infine, ieri ho partecipato ad una comunione. Assieme ad Angioletta (che ha cantato benissimo, anche se non ho creduto ad una singola parola che ha pronunciato cantando!) ho assistito all’intera funzione (non ridete) nonché alle prodezze del sacerdote, giustamente definito “un incrocio fra Emilio Fede e Don Camillo”, che è stato in grado di taroccare le cosiddette intenzioni dei bambini, nonché le loro letterine, per far vedere quant’è bravo. Ecco alcune frasi notevoli:
- “Qualche raccomandazione prima di iniziare. Quando c’è la messa bisogna staccare tutto, e non mi riferisco solo ai cellulari. Non parlate, non commentate, non scambiatevi idee, non confrontatevi, non abbiate opinioni”. (Vietato pensare!).
- “Per l’eucarestia, mi raccomando, passate dal corridoio centrale e scendete per i lati. Mi raccomando, eh? Per il corridoio centrale, non per i lati”. (E le uscite di sicurezza sono là… e là…).
- “I bambini hanno scritto delle letterine. Ve ne leggo qualcuna […]. Questa dice: <<Mi raccomando Signore proteggi il Don, che fa messe lunghe…>> (Risate) <<… ma bellissime>>. Visto? Dicono che le mie messe sono bellissime! Sentite questa invece: << […] perché il Don, caro Gesù, è il tuo portavoce!>>”.
- Leggendo un passo del Vangelo: “E Maria disse: <<Tuo padre ed io eravamo molto preoccupati per te!>>. Vedete? La Madonna dice prima “Tuo padre” e poi “ed io“. Questo significa, care mamme, che nella famiglia la figura più importante non è tanto il figlio, quanto il marito!”. (Cooooosa!?).
Ah, dimenticavo: la stagione concertistica in abbonamento, per il teatro Alighieri di Ravenna, è finita. Mi mancherà, è stata una gran bella rassegna.
AFFARI POLITICI
Si è insediato il nuovo governo e lo zucchero scorre a fiumi: sono tutti felici, tutti d’accordo, tutti tranquilli. I nuovi presidenti di Camera e Senato pronunciano discorsi dai toni garantisti e bipartisan, il PD fa sorgere il governo ombra senza inserire neanche una personalità dell’Italia dei Valori né dei Radicali, che francamente non mi sembra una gran mossa visto che con gli alleati bisognerebbe sempre mantenere buoni rapporti… Il PD… Eh, il PD! Dopo la bruciante sconfitta di Roma al loft hanno deciso di iniziare ad accoltellarsi un po’: ma sì, facciamoci del male! Rutelli, che secondo me dovrebbe passare un po’ in secondo piano (voglio dire, ovunque lo candidi perde, sarà mai possibile?), vuole tornare alla ribalta cavalcando i nascenti e intestini dissensi di parte del partito contro il leader. D’Alema fa il D’Alema, quindi tutto normale. Follini vuole allearsi coi centristi piuttosto che con Di Pietro! Ma siamo matti!? Riesco a malapena ad accettare la Binetti come “ala destra” interna al PD, figuriamoci se i miei nervi riescono a sopportare un accordo con l’UDCCC (Casini-Cesa-Cuffaro). Se il PD non ha imparato la lezione e vuole andare ulteriormente al centro io non li voto più: a parte che sarebbe un suicidio – voglio dire, io non sono un politico, né uno che se ne intende – però presumo che i centristi ultracattolici, nonostante un’ulteriore allontanamento del PD dalla socialdemocrazia e dalla sinistra, continuerebbero a scegliere gli “originali”.
C’è stata poi tutta la questione sulle dichiarazioni dei redditi con il conseguente trambusto comprensibile ma in fin dei conti ingiustificato: è inutile che tutti proferiscano buone parole sulla lotta all’evasione se poi ai primi provvedimenti in quella direzione si scatena la lobby dei poteri forti. Certo, si poteva progettare una ricerca più mirata e “filtrata” sul sito dell’Agenzia delle Entrate, si poteva impedire il copia-incolla selvaggio e rendere i dati visionabili sul sito ma impossibili da selezionare per il CTRL+C, ma in fin dei conti quelle informazioni sono già a tutti gli effetti pubbliche da decenni, basta richiederle. Quindi, a chi fa paura questo provvedimento?
E poi, alcune obiezioni lette su vari blog sono davvero simpatiche (ma in senso antipatico): “Adesso gli italiani, che sono degli impiccioni per natura, andranno a vedere i redditi del vicino di casa, e in questo modo si alimenterà una spirale di invidia per chi ha di più”. Abbiamo a che fare coi bambini, no? Invidioso e impiccione sarai tu!
E poi: “Immaginate una ragazza che cerca marito, ora potrà andare a vederne il reddito e alla luce di quello valutare se vale la pena iniziare o continuare una relazione”. Beh, anzitutto una ragazza che ragiona in quel modo è meglio tenersela lontano anni luce, e poi, voglio dire, gli oggetti status-symbol (SUV superinquinanti, cellulari da migliaia di euro, abiti griffati) servono proprio a ostentare le proprie possibilità economiche. Non credo che i precari guidino Porche e suppongo non ci sia bisogno di andare a visionare quanto dichiarato nel 2005 per capire se uno è gonfio di soldi. Infine, quel tipo di ragazze (di cui sopra), ha fiuto a sufficienza per capirlo, altro che Guardia di Finanza!
Poche scuse e pagate le tasse, altro che invidia: se le pagassero tutti ne pagherei di meno anche io, usufruirei di un sistema sanitario e scolastico migliore, di strade in migliori condizioni e di mille altre cose.
Infine scoppia la bomba-Travaglio: io, non so voi, temo di sapere come andrà a finire. Hanno una gran voglia di chiudere Santoro, di mettere in scena la replica di qualche anno fa, quella dell’ “uso criminoso della TV pubblica pagata coi soldi di tutti“. Guardate questi video:
http://it.youtube.com/watch?v=YIv_8e2FiwQ (parte prima)
http://it.youtube.com/watch?v=9fIAUaUyEgc (parte seconda)
http://it.youtube.com/watch?v=6VrdfV0Q34o (parte terza)
ESTRATTO DALLA PARTE PRIMA (minuto 5)
T. “… alcuni non sapevano nemmeno come si pronuncia l’Afghanistan“.
F. “Come si fa a sbagliare la pronuncia di Afghanistan? “.
T. “C’è uno che la chiamato Abfàgistan e Afàgnistan…”.
F. “Sei impietoso… Io trovo che questo invece intanto aiuti sempre perché ti fa sentire, come elettore, migliore di chi ti rappresenta e questo secondo me è invece un trucco che adottano, molto saggio, e poi – vabbé – tu non tieni conto dell’umanità, dell’emozione, del momento… Se uno ti coglie di sorpresa per strada e ti dice <<Come si pronuncia Afghanistan?>>”.
T. “Afghanistan”.
F. “E vabbé perché tu sei… tu sei… cattivo!”. (Ho capito bene!?)
Osservate quanto è zerbino Fazio! Che fretta ha di smarcarsi, di dissociarsi, di smussare, di correggere. Insomma, abbiamo capito che nella TV italiana si può dire che Mangano (boss mafioso) è un eroe, mentre non si possono raccontare dei fatti specifici, quando ad essere coinvolto è un politico colluso con la mafia. Ed è la seconda carica dello Stato. Wow.
A breve, col rinnovo del CDA della Rai, vedremo quel che succederà. Nel frattempo il PD non deve sentirsi obbligato proprio tuttetuttetutte le volte a soccorrere la maggioranza in nome del bon ton repubblicano.
P.S. Quando si citano dei fatti, purché essi siano provati e documentati, ben venga il diritto di replica, ma non esistono per forza DUE versioni di ogni evento. Non buttiamo nel cesso secoli di epistemologia!


