Dichiarazione di voto

Dopo le notizie degli ultimi giorni, penso di aver deciso che voterò per il PD. Non è un voto col “naso turato”, ma una via di mezzo; del partito di Vletroni, infatti, alcune cose mi piacciono molto, altre un po’ meno.

Cose che non mi piacciono del PD (non in ordine di importanza):

  • la volontà di apparire come un partito fluido e non ben definito, permeato della filosofia del “ma anche“, e per questo in grado di rappresentare sia pacifisti che l’esercito, sia gli operai che gli imprenditori, sia i cattolici che i radicali. Tutti, insomma. Ma questo non è chiaramente possibile! Voglio dire: l’idea è sicuramente affascinante e, a pelle, perfettamente condivisibile, ma non credo sia possibile essere indiscriminatamente il partito di tutti quanti visto che gli interessi di alcune categorie inevitabilmente cozzano contro quelli di altre;
  • la candidatura del generale Del Vecchio e della Binetti, con le ripetute gaffes sugli omosessuali, e di Calearo, l’arrogante industriale che ha “santificato” Mastella per (testuali parole) aver fatto cadere Prodi e aver permesso al PD di correre da solo;
  • Veltroni non mette mai l’accento sulla cosa più grave che Berlusconi e i suoi uomini hanno fatto subodorare durante la campagna elettorale: il possibile ritorno delle truppe italiane in Iraq. Ma questa è chiaramente follia! Non capisco perché se ne parli così poco…
  • la laicità rivendicata dal PD è in realtà un po’ annacquata: Veltroni non è Zapatero, in questo. Spero di essere smentito, ma non credo che verranno eclatanti fatti passi in avanti su eutanasia, coppie di fatto (anche omosessuali), RU486;
  • le proposte riguardanti la riforma del sistema televisivo e la legge sul conflitto di interessi sono troppo vaghe. Che significa superamento del duopolio RAI-Mediaset? Cosa aspettano a de-partitizzare il servizio pubblico? Hanno così tanta paura a scrivere “assegnazione delle frequenze di Rete 4 ad Europa 7″? Eppure, ad ordinarlo, è una sentenza della Corte di giustizia europea (i soliti bolscevichi!). Mi sarebbe piaciuto un riferimento più preciso per quanto riguarda la legge sul conflitto di interessi: non è possibile che questa gigantesca anomalia continui ad affliggerci! Eppure anche un bambino capirebbe che non è possibile che uno come Berlusconi possa entrare in politica senza prima vendere tutte le sue aziende visto che, qualora salisse al governo, agirebbe solo per favorirle (e si tratta del film già visto nel quinquennio 2001-2006). Mi fa rabbia perché, in questo, la sinistra riformista è recidiva e sembra non imparare mai: continuano, dopo anni ed anni, a dimenticarsi di questi due importantissimi punti (e mi riferisco anche al ddl Gentiloni, che è francamente troppo blando)!
  • si parla poco di investire in cultura: ok alla proposta dei campus universitari, ok alle 1000 “maxi-borse di studio” (pari a 250.000 €) per i ricercatori “ad alto potenziale”, ma poi? Come diceva Pasolini, il declino italiano è molto più culturale che economico e bisogna arginarlo; posso capire che, in tempi di crisi, i soldi servano a garantire i servizi essenziali e che sia meglio devolverli alle persone in difficoltà, ai meno abbienti. Ma allora perché non compriamo uno o due caccia in meno e fondiamo qualche decina di orchestre in più? Per quanto riguarda le spese militari siamo il settimo paese al mondo, mentre nella ricerca va solo l’1,1% del PIL.

Passiamo ora a quelle che, secondo me, sono le buone ragioni per votare il PD:

  • mi piace il leader: Veltroni è una persona di cultura, un cinefilo, uno che internet sa cosa sia (a differenza di qualcun altro), uno che è stato in Africa per sensibilizzare gli studenti delle scuole romane, uno che finalmente sa cosa sia la comunicazione (il solito tallone d’Achille della sinistra). Nondimeno, Veltroni si è fatto in pullman il giro di tutta l’Italia visitando personalmente tutte le 110 provincie; mica roba da ridere!
  • mi piace che Veltroni abbia a cuore la questione della tutela dei precari e del salario minimo garantito;
  • ottima la proposta di alleggerire la spesa pubblica: altri soldi che possono essere utilizzati per fini migliori;
  • molto buono il continuo riferimento alle pari opportunità e all’uguaglianza sociale: l’avere tutti quanti le stesse possibilità è il sale della democrazia;
  • mi piace che WV abbia testualmente detto di voler distruggere la mafia (Berlusconi non se lo sognerebbe nemmeno: probabilmente perché il boss mafioso Mangano, un eroe per dell’Utri, si offenderebbe);
  • il PD è l’unico, e dico l’unico, partito ad avere fra i propri esponenti gente che sa di economia, e mi riferisco a Ciampi, Prodi, Visco, Bersani e Padoa Schioppa (da un post di Marco Travaglio: “Se l’Italia fosse un paese serio, sia il centrodestra sia il centrosinistra si impegnerebbero prima delle elezioni, in caso di vittoria, a confermare come Ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa. Cioè l’unico ministro dell’Economia, dopo Ciampi, che nei vertici internazionali non viene preso a pesci in faccia, ma anzi viene rispettato e ascoltato. Questo signore d’altri tempi, questo economista colto e spiritoso, discreto e competente, ha rimesso in sesto in un anno e mezzo i disastrati conti dello Stato sfasciati dai suoi predecessori; ha fatto levare all’Italia la procedure d’infrazione aperta dall’Europa ai tempi del miracolo berlusconiano; ha recuperato insieme al suo vice Vincenzo Visco una ventina di miliardi di euro di evasione fiscale. Insomma, ha riempito la botte che ora Berlusconi ed i suoi boys torneranno a prosciugare.”). Vorrei ricordare agli smemorati che, se non ci fosse stato Prodi a sistemare un po’ i conti prima del 2001, non saremmo mai entrati nell’Euro e ora saremmo messi molto peggio dell’Argentina di qualche anno fa;
  • una delle proposte più allettanti e auspicabili è quella di sveltire i tempi per i processi, per evitare – come al solito – che molti reati rimangano impuniti perché le cause durano anni e anni e sopraggiunge la prescrizione. Una giustizia lenta non è giustizia;
  • in lista ci sono tanti giovani e tante donne: finalmente!
  • mi piace l’idea di “rottamare del petrolio“: qualche tempo fa il premio Nobel Jeremy Rifkin ha detto che la Terza Rivoluzione Industriale è iniziata e si basa sulla rapidissima circolazione dell’informazione (internet) e sul declino dell’era del petrolio: il futuro, già cominciato, sta in un altro modo di produrre e usare l’energia (parole di Rifkin: “L’Italia è l’Arabia Saudita delle fonti rinnovabili. Senza ancora rendervene conto, siete seduti su un tesoro incalcolabile: il vostro sole, il vostro vento, la vostra neve, le vostre acque“);
  • mi piace che corrano assieme a Di Pietro, che ritengo un buon alleato, e basta: niente più Mastella, Dini (nessuno parla più di Dini: ma è stato complice della caduta del governo tanto quanto il Ceppalonese e ora – guarda caso – sta col Berluskaz), Diliberto&co;
  • ultimo motivo, ma non in ordine di importanza: votare PD è la scelta forse più efficace per evitare che torni al potere il malefico Berluskaz.

Ci tengo a precisarlo: non mi riconosco interamente nel PD. Il mio partito ideale è più genuinamente socialdemocratico (un po’ come i vecchi DS); tuttavia sento di voler dare una possibilità a Veltroni, che mi dà l’impressione di essere una persona vera più di molte altre. Perché non voto gli altri partiti di sinistra? Beh, la Sinistra Arcobaleno ha idee più avanzate, ma non mi convince; Boselli non lo capisco e mi sembra insipido.

Se il PD riuscirà, come mi auguro, a vincere le elezioni, verificheremo se tutto ciò che si è detto in questi giorni è fattibile o è pura propaganda. Spero di non pentirmi!

Una Risposta a “Dichiarazione di voto”

  1. luciano / il ringhio di Idefix Dice:

    Complessivamente sono d’accordo.
    Mi sembra un’ottima sintesi degli stessi motivi per i quali anch’io voto (convintamente) PD.
    Ce ne aggiungo uno: Veltroni è anche un uomo educato e gentile. E in quest’Italia che sta sempre più naufragando nella maleducazione, nella cafoneria, nella volgarità e nella protervia, mi pare una cosa molto molto bella.


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