Il grande riassunto

Stavo nuotando in piscina e pensavo.

Ho due genitori (e fin qui…). A loro volta, mamma e papà hanno due genitori a testa; e infatti ho avuto 4 nonni. Possiamo continuare: 8 bisnonni, 16 trisavoli, e così via secondo la legge della potenza di due.

Supponiamo ora che questi gradi di parentela siano separati da un arco temporale lungo 25 anni. Una volta i primi figli si facevano molto presto rispetto ad oggi, ma possiamo anche supporre di non essere i discendenti di soli primogeniti, quindi diamo per buona una distanza venticinquennale fra generazioni adiacenti.

Accendiamo la nostra macchina del tempo.

Ho

2^4 = 16

parenti risalenti a 100 anni fa,

2^{8} = 256

progenitori di due secoli fa,

2^{12} = 4096

antenati vissuti 300 anni addietro. Nel 1500 questo numero sale ad un milione.
Possiamo continuare: dal termine del primo millennio fino ad oggi si contano 1.099.511.627.776 combinazioni a generarmi.
E dall’anno zero?

2^{80} = 1,2 \cdot 10^{24}

E rotti. Ovviamente non sono mai esistite così tante persone sulla faccia della Terra: bisognerà considerare che tutti i miei progenitori avranno avuto anche loro antenati in comune, alla vicina o alla lontana. Ne consegue che praticamente tutti i rami dell’albero genealogico ad un certo punto si dipanano per poi riunirsi qualche centinaio d’anni dopo e che sono perciò relativamente “pochi” i nodi dell’albero ma paurosamente tanti i rami che li collegano, cioè le modalità con le quali è possibile riunire i nodi stessi (gli esseri realmente vissuti). Se si sgrossa quel numeraccio poco sopra rimuovendo tutte le combinazioni miste (un numero incalcolabile di progenitori che una miriade di volte vengono contati più volte) il risultato crolla paurosamente ed è molto meno assurdo. Certamente ci saranno delle imperfezioni e delle approssimazioni devastanti a intorbidire il mio ragionamento (qualcuno me le segnali!), ma è indubbio che il numero di intrecci sia astronomico.

I nostri geni sono il frutto di un mescolamento sterminato. Ognuno dei 6 miliardi di individui sulla faccia della Terra è l’attuale summa di una sterminata massa umana, vissuta nelle più svariate epoche e nelle più remote regioni del mondo. Possiamo, senza esagerare, affermare che ognuno di noi è un possibile – e soprattutto attendibile – riassunto dell’intera umanità.

Per prima cosa ho pensato: wow!

E poi, dopo un paio di vasche (il “wow” è durato minimo un minuto): sarebbe davvero bello conoscere l’esistenza di ciascuna di queste persone. Tra le nostre radici ci sono sicuramente grandi uomini, umili contadini, dame di corte, guerrieri, assassini, prostitute, intellettuali, marinai, inventori, banchieri, strozzini, usurai, artisti, schiavi, re. Quante storie interessanti abbiamo perso per sempre.

E infine ho pensato: qualcuno ha mai detto questa cosa ai leghisti?

Delirio notturno

Sono le due e ventuno e non riesco a dormire.

Sono stanco morto, ho le palpebre pesanti e mi sento fiacco, eppure il sonno non arriva.

Eh sì, mi sa che sono da buttare. Ehi, forse se sono ancora in garanzia mi aggiustano e mi fanno tornare come nuovo! Boh, chissà: sta di fatto che un paio d’ore fa mi sono messo a letto sentendo praticamente freddo ovunque tranne che alle orecchie (bollenti, che fastidio!). Ero stato in maglietta corta poco prima di coricarmi e pensavo fosse per quello che non riuscivo a scaldarmi. Mi sono quindi stretto più forte sotto le coperte fino a sentire un piacevole tepore farmi visita. Qualche minuto dopo però il calore è aumentato fin troppo e mi sono ritrovato a scoprirmi. Poi ancora freddo, e – novità delle novità – mal di testa. Ho pensato: ho la febbre! Ho preso il termometro: 35,7°. Ok, niente febbre; però mamma mia che freddo. Decido di farmi una doccia calda e mi sento meglio. Torno a letto: ancora caldissimo, poi freddo. Rimisuro la temperatura: 35,5° (!!).

Sono le due e trentuno e non riesco a dormire.

E mentre il mio corpo cerca di farmi provare temperature a caso provo a distrarmi scrivendo ’ste scemate.

Lettere (Alda Merini)

Rivedo le tue lettere d’amore
illuminata adesso da un distacco,
senza quasi rancore.

L’illusione era forte a sostenerci,
ci reggevamo entrambi negli abbracci,
pregando che durassero gli intenti.
Ci promettemmo il sempre degli amanti,
certi nei nostri spiriti divini.

E hai potuto lasciarmi,
e hai potuto intuire un’altra luce
che seguitasse dopo le mie spalle.

Mi hai resuscitato dalle scarse origini
con richiami di musica divina,
mi hai resa divergenza di dolore,
spazio, per la tua vita di ricerca
per abitarmi il tempo di un errore.

E mi hai lasciato solo le tue lettere,
onde io le ribevessi nella tua assenza.

Vorrei un figlio da te,
che sia una spada lucente,
come un grido di alta grazia,
che sia pietra, che sia novello Adamo,
lievito del mio sangue
e che dissolva più dolcemente
questa nostra sete.

Ah se t’amo!
Lo grido ad ogni vento
gemmando fiori da ogni stanco ramo,
e fiorita son tutta
e di ogni velo vò scerpando il mio lutto
perché genesi sei della mia carne.

Ma il mio cuore trafitto dall’amore
ha desiderio di mondarsi vivo,
e perciò, dammi un figlio delicato!
Un bellissimo vergine viticcio
da allacciare al mio tronco.

E tu, possente padre,
tu olmo ricco di ogni forza antica,
mieterai dolci ombre alle mie luci.

Il dramma del cambio di binario

Stazione di Faenza, 26 ottobre, ore 15,13.

*Si annuncia che il treno 2129 delle 15:15, proveniente da Piacenza e diretto a Ancona, arriverà al binario 6 invece che al binario 5*

(Cinque minuti dopo…)

*Il treno regionale 2129 delle 15:15, proveniente da Piacenza e diretto a Ancona, è in arrivo al binario 5*

(Un tizio malcilento al binario 6 improvvisamente sbotta e prende a urlare)

“Ma porca puttana! Vacca maiala di quella troia schifosa maledetta! Prima i cinque, poi il sei, poi il cinque, ma porca troia maledetta decidetevi! E fate le cose per bene, sono stanco di essere preso per il culo! Puttana di quella puttana*, sempre essere preso in giro da degli stronzi schifosi, e il cinque e il sei, poi il cinque e poi si cambia ancora, puttana di quella…

(Il tizio, per cambiare binario, ha ormai sceso le scale del sottopassaggio e per qualche secondo non si sente più. Poi riemerge.)

… culo di merda, ma stronzi schifosi, si potrà mai lavorare così? Capostazione di merda! Impara a fare le cose per bene invece di sparare stronzate con il tuo megafono. Che schifo, porca di quella lurida. *pausa* Puttana!

*Treno in transito al binario 3. Allontanarsi dalla linea gialla.*

TE E LA TUA LINEA DI MERDA! Sono stufo di essere preso per il culo, vacca di quella puttana di una stazione di merda, sempre a prendermi per il culo! Ma andate a fare in culo!”

(Pensate voi se mai gli avessero soppresso il treno: sarebbe stato necessario un esorcista!)

*Presumibilmente nel primo caso “puttana” è un aggettivo, nel secondo un sostativo. Che poesia, eh?

Energumeno 2.0

Qualche giorno fa percorrevo un itinerario ricorrente, una strada extraurbana con lunghi rettilinei interrotta solo saltuariamente da qualche rotonda. A quell’ora fortunatamente non vi era molto traffico e la carreggiata era libera nel raggio di 200 metri, cosa che rendeva piacevolissimo il guidare. Ad un tratto, grazie allo specchietto retrovisore, mi accorgo di un SUV (guarda caso!) in rapido avvicinamento verso di me: appena si accorge della mia velocità, nettamente inferiore della sua, è costretto a frenare e posiziona il suo muso a un metro dal mio paraurti posteriore, deciso a mantenersi appiccicato ad esso. Sempre dallo specchietto, mi accorgo che – con stizza – il SUVvaro si mettere a battere le mani, come potrebbe fare un altezzoso signorotto ottocentesco per chiamare il servo, a dire: “Su, accelera!” (per la cronaca ero giusto un paio di km/h sopra il limite, quindi non è che stessi andando a razzo, ma manco a lumaca). Indifferente, senza batter ciglio se non per scuotere la testa, sorrido e continuo la mia percorrenza come se nulla fosse. Il nostro visibilmente stizzito signorotto, dopo aver elargito altri due o tre battiti di mani, si mette quindi a suonare il clacson, prima a intermittenza, poi con insistenza; desideroso di levarmi dalle scatole tale prepotente di turno mi metto perciò un po’ a destra, rallentando leggermente così da agevolargli il sorpasso e liberarmi di lui. La strada è nel frattempo ancora completamente deserta, larga e dotata di striscia tratteggiata (qual migliore scenografia per un inquinante sorpasso?), e tuttavia lui si ostina a stare a un metro dal mio posteriore, a percuotere le mani sul volante e a suonare sempre più innervosito. A quel punto la mia curiosità è troppa e decido di metterlo alla prova: tolgo il piede dall’acceleratore e mi metto a frenare “a motore”, decrementando la velocità di 20 km/h. Solo allora, arrabbiato e amareggiato, il SUVvaro mi supera roboante, strombazzando come un matto e guardandomi torvo e scuro in volto.

Un prepotente qualunque si sarebbe accontentato di superarmi, ma questo no: lui, pur potendomi superare in scioltezza, pretendeva che anche io andassi alla sua velocità (forse per sfruttare la scia, visto che la sua macchina consuma come un’acciaieria) e senza mollare la presa mi esortava – con fare pedagogico? – alla velocità. Allora ho pensato: “Fantastico, questa è l’evoluzione dell’energumeno”.

È la versione 2.0.

Per la cronaca (1): ho re-incontrato il nostro eroe 3-4 kilometri dopo, in fila come tutti gli altri dietro a un ingombrante trattore.

Per la cronaca (2): con una dose di cattiveria della quale io stesso mi sono stupito, ho pensato che forse un giorno quel grazioso battere di mani gli servirà per chiamare la badante che si prenderà cura di lui dopo quello spiacevole incidente automobilistico. (Brrr! Sono stronzetto eh?)

L’umanità di Facebook

Come ormai tutti saprete, Facebook è diventato un fenomeno di massa, cosicché possiamo riscontrare al suo interno macro-categorie in grado di racchiudere i caratteri dell’umanità più varia. Dopo poco meno di un anno di frequentazione, mi sono divertito a delinearne alcune, di seguito elencate in ordine assolutamente sparso: voi in quale vi ritrovate? :-)

Sia chiaro che non si vuole offendere nessuno, né fare moralismi, ma solo riderci su: io stesso, infatti, avrei molto di cui fare “pubblica ammenda”! Buona lettura!

L’utente medio

Non appartiene a nessuna delle seguenti categorie o a molte di queste (così da potersi considerare, appunto, “medio”).

Gli innamorati

Andando a vedere le foto in cui sono taggati si può notare che un buon 90% di queste ritraggono bucoliche e incantate immagini di coppia, magari modificate facendo un uso smodato dell’effetto “incandescenza” di Picasa. La stragrande maggioranza degli aggiornamenti di stato sono del tipo:

  • “Amoreeeee, ti amooooooo!”
  • “Oggi sono 4 mesi e mezzo, AUGURI AMORE SEI LA MIA VITA!!!”
  • “La mia vita sarebbe nulla senza di te, amore amore mi manchi :’( Buaahhhh”

La lista dei contatti degli innamorati è spesso accuratamente visionata dal partner, il quale dispone di un super-senso dedicato all’individuazione di possibili ex e nonché di potenziali “minacce”.

I politicanti

Hanno generalmente più di 500 contatti e usano Facebook per propaganda: fanno un uso smodato di note in cui discorrere e confrontarsi riguardo i più scottanti argomenti d’attualità. Sono perennemente sul piede di guerra, in modo da potersi difendere con grande tempestività dai flames ai quali sono inevitabilmente soggetti, usando come fioretto la propria penna (o meglio, la propria tastiera, anche se ignoro come sia possibile menare fendenti con una QWERTY. La Apple forse ci ha già pensato, mi informerò). Sono i maggiori “linkatori” di pagine web presenti nei siti dei quotidiani d’informazione o di video ospitati su YouTube. Alcuni venerano Travaglio come un Dio e alcune leggende, tramandate di generazione in generazione, narrano che codesti figuri organizzino messe nere in cui trafiggono copie di “Libero” e “Il Giornale” con lunghi spilloni arroventati.

I grupparoli

Passano la vita ad iscriversi a gruppi assolutamente inutili e soventemente creati da bimbiminchia (v. categoria), spesso di natura sessista (“Le donne fanno XYZ meglio degli uomini!”, “Gli uomini fanno ZYX meglio delle donne!”, etc…), a volte di natura catastrofista (“2012: la fine del mondo!”) e molto spesso poveri di significato (“Quelli che quando sono tristi… Piangono!”, ovvero “Qll ke qnd sn trst… PNGN!!”).

Gli sbarbatelli – I bimbiminchia

Assolutamente non avvezzi all’uso delle vocali (“Cm stai? Tt bn, thx!”: sarebbero ottimi trascrittori di codici fiscali!), trasferiscono su Facebook l’immensa sapienza linguistica accumulata con anni e anni di intensa scrittura di SMS. Le loro spiccate capacità interlinguistiche si manifestano nell’uso di insoliti caratteri ASCII (♥ ♫, ma soprattutto ♥♥♥♥♥!, che sta per “TI LOVVO!”) e di acronimi (TVTTB, 3MSC, et similia). Si evidenzia la presenza, fra le foto, di decine di immagini glitterate (chissà poi cosa avranno di così straordinario, ’ste immagini sbarluccicose!?) o di scatti fatti in bagno (perché proprio in bagno? Io ho una teoria: perché è l’unica stanza ad avere uno specchio molto grande, cosa che agevola la pratica dell’autoscatto. Risulta infatti oltremodo imbarazzante, nonché politically incorrect, chiedere ai propri genitori di farsi fotografare in abiti succinti per mostrare le proprie fiorenti fattezze). Aumentano sempre di più gli avvistamenti di “bimbiminchia-grupparoli”.

Gli instancabili – I supernerd

Sono quelli che passano la loro vita su Facebook, a tal punto che potrebbero meritarsi una cittadinanza virtuale quale onorificenza per l’assiduità instancabile. Scrivendo sulla loro bacheca si ottiene una risposta dopo circa 30 secondi: se impiegano più tempo, significa che sono andati in bagno, unica attività per la quale vale la pena di distogliere i propri stanchissimi e ormai compromessi occhi dal monitor. Per gli appartenenti a questa categoria l’onta più grave è quella di essere battuti nei punteggi di un qualsiasi gioco della Playfish (Pet Society, il bowling, il minigolf, il ristorante, Geo Challenge): nel caso si verifichi tale eventualità, gli Instancabili si precipiteranno a migliorare il proprio punteggio per ristabilire la legge del più forte. Detengono il record di click su “Mi piace” e di commenti, nonché di album fotografici.

I festaioli – I PR – Tombeur de femmes/des hommes (esiste?)

Partecipano a qualsiasi evento compaia sulla loro bacheca. “Aperitivo a Marina di Ravenna”: partecipa. “Manifestazione contro la vivisezione”: partecipa. “Festa di laurea ALCOLICA @ pizzeria XYZ”: partecipa. “Invasione di S. Marino”: partecipa. “Fine del mondo nel 2012”: partecipa. I loro contatti appartengono per un buon 80% al sesso opposto: i più avvenenti hanno la bacheca stracolma di messaggi di apprezzamento (tutti senza risposta). Spesso gli appartenenti a questa categoria hanno un passato da frequentatori di Badoo (ORRORE!).

I test-oni

Fanno più o meno cinque o sei test al giorno e poi si lamentano di ogni risultato.

  • “Sei introverso e misterioso? Ma non è vero, questo test è fallace!!”
  • “Questi test non ci azzeccano mai!”
  • “Questi test mi fanno schifo!” (e intanto ne fai a iosa!)

Tra di loro, tuttavia, non mancano gli entusiasti:

  • “Sìììììì!! ♥ Sono esattamente questa canzone del LIGA!”
  • “Troverò il mio amore in queste vacanze estive! Ke bello!”
  • “Assolutamente il mio colore preferito è l’indacooooooooo!”

Grande affinità con gli instancabili e gli sbarbatelli.

I saltuari – I misteriosi – I desaparecidos

Entrano su Facebook molto raramente e quando lo fanno postano ermetici messaggi come:

  • [nome] “… e il vuoto cosmico”
  • “Perché è tutto così terribile?”
  • “……”
  • “…..?!”

Oppure rompono il loro ostinato silenzio per annunciare eventi assolutamente straordinari ai quali nessuno – davvero nessuno! – deve permettersi rimanere indifferente:

  • “Domani mi laureo!”
  • “CI SONO ANDATOOOOOOOOOOOOO/A!”

Sulle loro bacheche si trovano spesso messaggi del tipo: “Ehi, ma dove sei finito/a?”, seguiti da centinaia di richieste di amicizia arretrate e accettate tutte d’un botto durante una delle rarissime volte in cui si collegano. Alcuni di loro si stufano immediatamente di Facebook (sagge persone) e cancellano l’account dopo due o tre settimane di inattività.

Gli inesperti

Sono alle prime armi e scrivono Facebook IN LETTERE MAIUSCOLE, COSA ASSOLUTAMENTE FASTIDIOSA IN QUANTO EQUIVALE AD URLARE! Spesso i loro messaggi hanno la forma sintattica

  • “che non ne posso più di questo caldo”
  • “che sta strippando”
  • etc…

in quanto gli “inesperti” rispondono alla lettera alla domanda di default propinata da Facebook: “A cosa stai pensando?”. Riempiono i loro album fotografici un’immagine per volta (uno stillicidio) e sono completamente all’oscuro del significato di parole come taggare, pokare, postare: nulla di drammatico, quindi, dato che si vive benissimo anche senza conoscerle. Gli appartenenti a questa categoria vi permangono generalmente per un tempo limitato, per poi venire “promossi” ad un’altra (sempre che questa possa essere considerata una promozione!).

Gli autocompiacenti

Per loro Facebook è una specie di “libretto” in cui andare a segnare tutti i propri risultati. Tipici messaggi:

  • “30 e lode!!!!!!!!!”
  • “30!!!!!!!!!”
  • “E anche quest’esame è andato!!!!”
  • “Sono in pari!” (sottointeso: “E VOI NO!”)

Troviamo tuttavia anche i risultati sportivi:

  • “Grande vittoria per 3-0, ed ora la finale!”

E le performance amorose:

  • [Censored]

———–

Chi non ha peccato scagli la prima pietra!!

L’utente medio

Non appartiene a nessuna delle seguenti categorie o a molte di queste (così da potersi considerare, appunto, “medio”).

Gli innamorati

Andando a vedere le foto in cui sono taggati si può notare che un buon 90% di queste ritraggono bucoliche e incantate immagini di coppia, magari modificate facendo un uso smodato dell’effetto “incandescenza” di Picasa. La stragrande maggioranza degli aggiornamenti di stato sono del tipo:

  • Amoreeeee, ti amooooooo!”

  • Oggi sono 4 mesi e mezzo, AUGURI AMORE SEI LA MIA VITA!!!”

  • La mia vita sarebbe nulla senza di te, amore amore mi manchi :’( Buaahhhh”

La lista dei contatti degli innamorati è spesso accuratamente visionata dal partner, il quale dispone di un super-senso dedicato all’individuazione di possibili ex e nonché di potenziali “minacce”.

I politicanti

Hanno generalmente più di 500 contatti e usano Facebook per propaganda: fanno un uso smodato di note in cui discorrere e confrontarsi riguardo i più scottanti argomenti d’attualità. Sono perennemente sul piede di guerra, in modo da potersi difendere con grande tempestività dai flames ai quali sono inevitabilmente soggetti, usando come fioretto la propria penna (o meglio, la propria tastiera, anche se ignoro come sia possibile menare fendenti con una QWERTY. La Apple forse ci ha già pensato, mi informerò). Sono i maggiori “linkatori” di pagine web presenti nei siti dei quotidiani d’informazione o di video ospitati su YouTube. Alcuni venerano Travaglio come un Dio e alcune leggende raccontano che organizzano messe nere in cui trafiggono copie di “Libero” e “Il giornale” con lunghi spilloni arroventati.

I grupparoli

Passano la vita ad iscriversi a gruppi assolutamente inutili e soventemente creati da bimbiminchia (v. categoria), spesso di natura sessista (“Le donne fanno XYZ meglio degli uomini!”, “Gli uomini fanno ZYX meglio delle donne!”, etc…), a volte di natura catastrofista (“2012: la fine del mondo!”) e molto spesso poveri di significato (“Quelli che quando sono tristi… Piangono!”, ovvero “Qll ke qnd sn trst… PNGN!!”).

Gli sbarbatelli – I bimbiminchia

Assolutamente non avvezzi all’uso delle vocali (“Cm stai? Tt bn, thx!”: sarebbero ottimi trascrittori di codici fiscali!), trasferiscono su Facebook l’immensa sapienza linguistica accumulata con anni e anni di intensa scrittura di SMS. Le loro spiccate capacità interlinguistiche si manifestano nell’uso di insoliti caratteri ASCII (♥ ♫, ma soprattutto ♥♥♥♥♥!, che sta per “TI LOVVO!”) e di acronimi (TVTTB, 3MSC, et similia). Si evidenzia la presenza, fra le foto, di decine di immagini glitterate (chissà poi cosa avranno di così straordinario, ’ste immagini sbarluccicose!?) o di scatti fatti in bagno (perché proprio in bagno? Io ho una teoria: perché è l’unica stanza ad avere uno specchio molto grande, cosa che agevola la pratica dell’autoscatto. Risulta infatti oltremodo imbarazzante, nonché politically incorrect, chiedere ai propri genitori di farsi fotografare in abiti succinti per mostrare le proprie fiorenti fattezze). Aumentano sempre di più gli avvistamenti di “bimbiminchia-grupparoli”.

Gli instancabili – I supernerd

Sono quelli che passano la loro vita su Facebook, a tal punto che potrebbero meritarsi una cittadinanza virtuale quale onorificenza per l’assiduità instancabile. Scrivendo sulla loro bacheca si ottiene una risposta dopo circa 30 secondi: se impiegano più tempo, significa che sono andati in bagno, unica attività per la quale vale la pena di distogliere i propri stanchissimi e ormai compromessi occhi dal monitor. Per gli appartenenti a questa categoria l’onta più grave è quella di essere battuti nei punteggi di un qualsiasi gioco della Playfish (Pet Society, il bowling, il minigolf, il ristorante, Geo Challenge): nel caso si verifichi tale eventualità, gli Instancabili si precipiteranno a migliorare il proprio punteggio per ristabilire la legge del più forte. Detengono il record di click su “Mi piace” e di commenti, nonché di album fotografici.

I festaioli – I PR – Tombeur de femmes

Partecipano a qualsiasi evento compaia sulla loro bacheca. “Aperitivo a Marina di Ravenna”: partecipa. “Manifestazione contro la vivisezione”: partecipa. “Festa di laurea ALCOLICA @ pizzeria XYZ”: partecipa. “Invasione di S. Marino”: partecipa. “Fine del mondo”: partecipa. I loro contatti appartengono per un buon 80% al sesso opposto: i più avvenenti hanno la bacheca stracolma di messaggi di apprezzamento (tutti senza risposta). Spesso gli appartenenti a questa categoria hanno un passato da frequentatori di Badoo (ORRORE!).

I test-oni

Fanno più o meno cinque o sei test al giorno e poi si lamentano di ogni risultato.

  • Sei introverso e misterioso? Ma non è vero, questo test è fallace!!”

  • Questi test non ci azzeccano mai!”

  • Questi test mi fanno schifo!” (e intanto ne fai a iosa!)

Tra di loro, tuttavia, non mancano gli entusiasti:

  • Sìììììì!! ♥ Sono esattamente questa canzone del LIGA!”

  • Troverò il mio amore in queste vacanze estive! Ke bello!”

  • Assolutamente il mio colore preferito è l’indacooooooooo!”

Grande affinità con gli instancabili e gli sbarbatelli.

I saltuari – I misteriosi – I desaparecidos

Entrano su Facebook molto raramente e quando lo fanno postano ermetici messaggi come:

  • [nome] “… e il vuoto cosmico”

  • ……”

  • …..?!”

Oppure rompono il loro ostinato silenzio per annunciare eventi assolutamente straordinari ai quali nessuno, davvero nessuno, deve permettersi rimanere indifferente:

  • Domani mi laureo!”

  • CI SONO ANDATOOOOOOOOOOOOO/A!”

Sulle loro bacheche si trovano spesso messaggi del tipo: “Ehi, ma dove sei finito/a?”, seguiti da centinaia di richieste di amicizia arretrate e accettate tutte d’un botto durante una delle rarissime volte in cui si collegano. Alcuni di loro si stufano immediatamente di Facebook (sagge persone) e cancellano l’account dopo due o tre settimane di inattività.

Gli inesperti

Sono alle prime armi e scrivono Facebook IN LETTERE MAIUSCOLE, COSA ASSOLUTAMENTE FASTIDIOSA IN QUANTO EQUIVALE AD URLARE! Spesso i loro messaggi hanno la forma sintattica

  • che non ne posso più di questo caldo”

  • che sta strippando”

  • etc…

in quanto gli “inesperti” rispondono alla lettera alla domanda di default propinata da Facebook: “A cosa stai pensando?”. Riempiono i loro album fotografici un’immagine per volta (uno stillicidio) e sono completamente all’oscuro del significato di parole come taggare, pokare, postare: nulla di drammatico, quindi, dato che si vive benissimo anche senza conoscerle. Gli appartenenti a questa categoria vi permangono generalmente per un tempo limitato, per poi venire “promossi” ad un’altra.

Gli autocompiacenti

Per loro Facebook è una specie di “libretto” in cui andare a segnare tutti i propri risultati. Tipici messaggi:

  • 30 e lode!!!!!!!!!”

  • 30!!!!!!!!!”

  • E anche quest’esame è andato!!!!”

  • Sono in pari!” (sottointeso: “E VOI NO!”)

Troviamo tuttavia anche i risultati sportivi:

  • Grande vittoria per 3-0, ed ora la finale!”

E le performance amorose:

  • [Censored]

Il nuovo volto del potere (D’Avanzo)

Interessante articolo di Giuseppe d’Avanzo. Notevole l’ultima parte:

“Siamo solo all’interludio perché il colpo finale, la menzogna usata come manganello punitivo, viene riservato alla prima e più autorevole testimone dell’instabilità psicofisica del premier e dei suoi giorni con le minorenni: Veronica Lario. Daniela Santanché (non è un’amica della Lario, non frequenta la villa di Macherio) svela a Libero che “Veronica ha un compagno”. E, se “Veronica ha un compagno”, come possono essere attendibili i suoi rilievi al marito? Il cerchio ora è chiuso. Il pestaggio menzognero è completo, anche se non concluso. Ciascuno ha cominciato ad avere quel che si merita. 

Questo spettacolo nero ha il suo significato politico. Berlusconi vuole insegnarci che, al di fuori della sua verità, non ce ne può essere un’altra. Vuole ricordarci che la memoria individuale e collettiva è a suo appannaggio, una sua proprietà, manipolabile a piacere. Si scorge nella “crisi di Casoria” un uso della menzogna come funzione distruttiva del potere che scongiura l’irruzione del reale e oscura i fatti. Si misura l’impiego dei media sotto controllo diretto o indiretto del premier come fabbrica di menzogne punitive di chi non si conforma (riflettano tutti coloro che ripetono che ormai il conflitto d’interesse è stato “assorbito” dal Paese). E’ il nuovo volto, finora nascosto, di un potere spietato. E’ il paradigma di una macchina politica che intimorisce. C’è ancora qualcuno che può pensare che questa sia la trama di un gossip e non la storia di un abuso di potere continuato, ora anche violento, e quindi una questione che scrolla la nostra democrazia?”

Superpoteri

Se mi chiedessero quali superpoteri vorrei avere risponderei sicuramente elencando quelli più banali e scontati (teletrasporto? Viaggiare nel tempo?), ma includerei anche un potere “minore” e molto meno spettacolare: un sesto senso che mi permetta di percepire, con qualche minuto d’anticipo, il fatto che stia per accadere qualcosa di importante e significativo per la mia vita, ad esempio l’incontrare una persona che entrerà a far parte delle mie giornate, il fare una scelta importante e carica di conseguenze, il sentirsi dire qualcosa che improvvisamente farà vedere il mondo sotto una diversa luce. Insomma, le tipiche scene alla Eveline. Magari non così incisive, importanti e definitive: mi accontenterei anche di cose più semplici e banali (in effetti non è la magnitudine dell’evento in sé a spaventarmi: piuttosto è il non godermelo abbastanza, l’essere preso alla sprovvista. C’è sicuramente chi dirà che questo è “il bello” ma, ahimè, non sono d’accordo). Tale sesto senso potrebbe avvertirmi nei modi più disparati: facendomi percepire un campanello invisibile, provocandomi prurito al naso, o magari (questo è molto cinematografico) facendomi vedere in bianco e nero la scena, come in un film o in una foto modificati ad arte. Eh sì, mi piacerebbe tanto: mi preparerei a godere della situazione, a memorizzare e interiorizzare ogni voce dialogo rumore odore sensazione profumo rumore scena immagine percezione o emozione. Drizzerei le antenne. Oppure potrei giocare a indovinare cosa sta succedendo di così importante: se sarà lo stringere la mano a un nuovo amico, qualcosa che dirò o sentirò, una scelta, un’esclamazione, una canzone, una delusione, un libro, un sorriso, uno spartito, una firma, una foto, uno schiaffo, un sussurro, una carezza o un bacio.

Questo è un…

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Gipi(By Gipi, geniale come sempre)

Il tototopa!

(by galahad87)

Il commento di un sapientone

Ecco il commento che ieri sera ho sentito fare a un tipo:

“Bellissimo concerto, maestro, mi è piaciuto molto. Sa però cosa sarebbe bello fare? Il Bolero di Ravel. Ci vuole un’orchestra grande? No, non è vero. Eh, vabbé, allora si potrebbe fare qualche Ouverture di Rossini, o la Primavera di Vivaldi. Sa, mi permetto di darle un consiglio, secondo me questi autori stranieri come Beethoven, Bach, Kopìn*, non piacciono. Pinipì, gnegnegné, due paaalleee… La gente non li capisce. No, no, qui bisogna fare autori italiani, un’ouverture di Rossini, Vivaldi, altro che Kopìn, che è una palla. Autori i-ta-lia-ni. Comunque complimenti, maestro!”

* Chopin.

Il nuovo arrivato

Vignetta tratta da "The Ottawa Citizen"

Vignetta tratta da "The Ottawa Citizen"

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